‘Essere Assenza’
Inaugurazione venerdì 13 marzo 2026 dalle 18.00 alle 19.00

Vi aspettiamo nel mezzanino della stazione del passante ferroviario di Villapizzone, Milano

a SUBPLACE fino al 12 aprile 2026

Una costellazione silenziosa di teste in cera si distende nello spazio. Alcune richiamano la statuaria antica, altre ritraggono persone vicine all’artista. I volti appaiono mutilati: porzioni di materia sottratte al viso e alla nuca ne incrinano la fisionomia. La sottrazione non è gesto distruttivo, ma di apertura: la forma non viene negata, ma dischiusa, attraversata.
Per T-yong Chung l’incompletezza non è un difetto, ma una condizione intrinseca della forma, espressione dell’impermanenza che la attraversa e la consegna al contingente. Le opere si offrono fragili, transitorie, vulnerabili.
Anche la cera — materiale organico, sensibile al tempo e alla temperatura — accentua questa precarietà.
Tra le teste si mescolano piccole figure: uccellini, madonne, rami spogli. Frammenti accantonati nello studio, presenze minori, quasi scarti. Tutto appare esposto alla trasformazione, alla perdita, all’erosione.
Il vuoto che attraversa le forme non è semplice mancanza: rende tangibile la transitorietà e l’impossibilità di compiersi definitivamente. Le sculture a terra sono involucri: custodiscono un’identità e insieme ne dichiarano l’instabilità.
In mezzo a loro, su un plinto, la testa di un bambino realizzata in vetro – materiale inedito nella pratica dell’artista, utilizzato per la prima volta. Anch’essa è mutilata, ma qui la trasparenza muta la qualità del vuoto: ciò che nella cera è sottrazione, nel vetro diventa attraversamento e luce. Il vuoto si rende visibile come luminosità. Non colma, non compensa: trasfigura. La testa vitrea suggerisce un’altra esperienza dell’interno, dove il vuoto si manifesta: l’assenza non si contrappone alla presenza ma ne rivela la sostanza mobile e immanente. In questa tensione, la forma si apre a una dimensione in cui assenza e presenza sono aspetti coesistenti della stessa realtà, metamorfica nel suo incessante fluire.

T-yong Chung (Daegu, Corea del Sud, 1977), vive e lavora tra Milano e la Corea del Sud. Si è laureato in Environmental Sculpture all’Università di Seul e in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 2007 ad oggi il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali in Italia e all’estero tra cui Nuova Galleria Morone (Milano, 2025), Artsohyang (Busan, 2025), Gallery Palzo (Daegu, 2023), Collezione Cattelani (Modena, 2022), Galleria Renata Fabbri (Milano, 2019), Keats- Shelley House (Roma, 2019), Neon/fdv, (Milano, 2007). Ha partecipato a mostre collettive in importanti spazi come Dalseong Daegu Contemporary Art Festival (Daegu), Careof (Milano), MAMbo (Bologna), BienNoLo (Milano), ACAW (Field Meeting) al Solomon R. Guggenheim Museum & Asia Society (New York), Triennale di Milano, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea (Monfalcone), AR/GE Kunst (Bolzano). Ha inoltre preso parte a prestigiose residenze e workshop tra cui Daegu Museum (Daegu), Museo Carlo Zauli (Faenza) e Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia).